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La socializzazione del cucciolo


Socializzare significa apprendere conoscenze, modelli che permetteranno al cane nelle varie fasi evolutive, l’acquisizione di competenze articolate e si riferisce a stimoli esterni ambientali e alla conoscenza delle controparti sociali. Al fine di sviluppare una possibile corretta ed equilibrata socializzazione primaria, il cucciolo nei suoi primi sessanta giorni di vita deve stare in un ambiente che lo porti ad avere molte esperienze (senza esservi sovraesposto), ma ciò non basta, deve anche imparare ad apprendere l’identità specie-specifica attraverso una interazioni ed esperienze che solo i conspecifici (competenti e adeguati) gli possono insegnare. Dapprima con mamma e fratelli, dalle quattro settimane di vita fino ai sessanta giorni, soprattutto attraverso il gioco con i fratelli apprenderà i segnali d’arresto, le modalità corrette d’interazione (es. come avvicinarsi a un altro cane), regole di convivenza e strutture comportamentali; mentre la mamma, fungendo da base sicura sarà più incline a incoraggiarlo nell’esplorazione del mondo, a regolare il gioco tra fratelli, a insegnare per esempio l’inibizione del morso. Una volta adottato dovrebbe continuare ad allargare la socializzazione attraverso percorsi mirati (per aumentare la capacità di riconoscere partner e stili dei conspecifici-per esempio lupoidi verso molossoidi), classi di socializzazione - comunicazione; il tutto senza mai subire traumi. Queste esperienze gli daranno in parte anche l’opportunità di conoscere morfologie che non appartengono all’innato, l’uomo per esempio. Una mancata o scorretta socializzazione primaria, per esempio su un cucciolo tolto precocemente da madre e fratelli, può influire molto sul suo futuro carattere portandolo al non riconoscimento totale della sua specie e quindi non avere un’educazione intraspecifica adeguata. Una mancanza di modelli può provocare nel cucciolo fobie sociali, diffidenza nei confronti di altri cani, mancanza di perlustrazione, inadeguatezza nelle interazioni con i suoi simili, alterazioni del comportamento sessuale. E’ molto importante quindi che i cuccioli nei primi due mesi di vita vivano in un ambiente arricchito, in cui impari a conoscere rumori, oggetti, elettrodomestici, automezzi e quant’altro si troverà a confrontarsi con il mondo, senza il rischio che ne abbia timore (ricordo che anche un eccesso di stimoli può creare problemi). Altresì è sostanziale che abbia la possibilità di conoscere diverse tipologie di esseri umani (maschi, femmine, alti, bassi, magri, grassi, di diverse etnie, bambini) e altri animali. Tutto ciò dovrà cominciare dalla socializzazione primaria quando si troverà ancora con mamma e fratelli, e proseguire dopo l’adozione nella socializzazione secondaria. Eè importante inoltre comprendere che in un percorso (collettivo) per cuccioli, quello che spesso viene definito un cane tutore, può non essere adeguato o non avere le giuste competenze per ogni cucciolo partecipante. Lo stesso vale per le classi di socializzazione tra cani adulti. Infine va ricordato che anche l'eccesso di stimolazioni può diventare controproducente.

Daniela Puiatti



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